sabato, 20 giugno 2009

Settembre andava per la valle
tirandosi dietro gli ori suoi,
lento come al giogo i buoi,
e noi abitavamo felici
la casa che tu dici
delle farfalle.

Le farfalle erano senza fine
leggiadre: candide, cinerine
gialle cerule verdine:
vestite di sete e mussoline,
così fragili, così fine.

Trepidavano in folle ai vetri,
sfioravano tende e pareti:
di semplici e cheti
giri di danza
empievano l'estatica stanza:
finchè sazie del moto perenne
si posavano: ed erano gemme.

Erano la più vaga cosa
del mondo: la gioia che non osa
traboccare nel canto,
l'aiuto del verso,
l'immagine della mia Musa,
la freschezza del nostro cuore,
l'elogio del nostro amore
sempre uguale e diverso
e ti piacevano tanto!

(A. S. Novaro)

Lo so che non siamo in settembre, ma mi è sempre piaciuta tanto, questa poesia!

sussurrato da: iside103 alle ore 14:30 Permalink | commenti
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categoria:suggestioni, animali vari